Star Wars: X-Wing Miniatures Game

X-Wing Miniatures Games

X-Wing è un gioco di combattimenti tra astronavi nel mondo di Guerre Stellari. Nel proprio turno di gioco ad ogni astronave viene assegnata una manovra (scelta tra quelle possibili a seconda del suo modello). Le manovre vengono poi eseguite una ad una, risolvendo anche eventuali azioni/abilità speciali. Le astronavi possono poi sparare ai nemici che si trovino nel loro arco di fuoco ed entro un determinato raggio. Il tutto si svolge non su una mappa ma su una superficie di gioco (è di fatto un gioco tridimensionale).

E’ inevitabile, nel commentare questo gioco, il paragone con Wings of War da cui eredita senz’altro molte cose, ma anche con altri “grandi classici” come ad esempio Blue Max (di cui è in preparazione la nuova edizione). Gioco riuscitissimo, a mio parere, anche per quel che riguarda i materiali e l’immediatezza di gioco. I dischi utilizzati per programmare la mossa sono immensamente più comodi/efficienti rispetto alle carte di Wings of War e rendono il gioco molto più scorrevole e veloce. Il fatto di non dover programmare più di un turno, ma di decidere di volta in volta la mossa da fare, forse toglie un briciolo di strategia ma si adatta perfettamente al tema: i combattimenti tra astronavi sono rapidi e necessitano di reazioni immediate.

Il gioco presenta due versioni di regolamento: base ed avanzato. Il regolamento base è essenziale ma funziona e ha il pregio di poter essere spiegato a chiunque in due minuti: scegli la mossa, esegui la mossa, spara (se puoi) lanciando tanti dadi rossi quanto è il tuo valore di attacco. L’avversario schiva lanciando tanti dadi verdi quanto è il suo valore difensivo. Una nave è distrutta dopo avere subito tanti colpi quanto è la somma del suo scafo + i suoi scudi.

E’ chiaro che il vero gioco è quello con le regole avanzate dove vengono inserite le azioni, lo stress, i danni speciali e tanto altro ancora. Il meccanismo dello “stress” è semplice e funzionale: se eseguo una manovra difficile (o mi succede qualcosa che comporta un impegno eccessivo) il mio pilota ha azioni limitate nel turno e manovrabilità limitata nei turni successivi fin tanto che non esegue una manovra “facile”. Le astronavi sono ben caratterizzate e le carte avanzamento/abilità permettono di personalizzarle bene anche se alcune scelte possoni apparire quasi obbligate (ad esempio non c’è ragione di non prendere R2-D2 su un caccia delle resistenza visto che consente di rigenerare i propri scudi).

Per quel che posso dire dalle diverse partite giocate il gioco funziona benissimo, diverte, impegna, appassiona. Le regole sono in funzione dell’ambientazione ma non sono pesanti e alla fine il fulcro del gioco (come del resto quello di un vero combattimento tra astronavi) resta la capacità di prevdere le mosse dell’aversario o di ideare manovre poco prevedibili. Anzi, se devo dire è proprio questo forse l’aspetto più riuscito di X-Wing: sono riusciti a dare un tema, un bel regolamento di contorno ad una battaglia che di fatto si può sintetizzare in “quale mossa mi conviene fare tenendo conto delle possibilità del mio avversario e della situazione/abilità della mia astronave ?”. Questo era uno degli aspetti vincenti di Blue Max che secondo me un po’ si era perso nel passaggio a Wings of War. Le carte danno sono ben fatte ed il meccanismo dei danni critici funziona inserendo con semplicità un modo di possibilità e di variabilità agli scontri.

Con il materiale presente nel gioco base si possono già giocare partite avvincenti (ci sono anche alcuni interessanti secnari e le regole per combattere in mezzo agli asteroidi) ma è ovvio che il meglio il gioco lo offre comprando le astronavi aggiuntive (sia dei modelli presenti nella scatola che di quelli nuovi) che arrivano corredate anche di carte aggiuntive e la possibilità qiuindi di creare scontri tra squadriglie personalizzate.

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